IL TAGLIO DEL LEGNO

L'arco che vedete qui sotto, è l'ultimo nato in casa Navea Vera & Sarri; ed è un vero e proprio vanto per noi. In parte perchè il M° Navea Vera ha eseguito un lavoro meraviglioso, ma in special modo perchè le bacchette di questo livello sono circa 1 su 10.000!!!

Questo pezzo di legno possiede tutte le qualità che deve avere un materiale unico; ha veramente tutto! Velocità del suono, densità, colore, e soprattutto un taglio perfetto!

Testa arco da violoncello D.T. Navea Vera, con raggi midollari a vista su ambedue le facce

Come già vi ho spiegato la settimana scorsa, sia l'abete che il pernambuco o l'acero, vengono utilizzati per la costruzione di strumenti per la tensione e alla regolarità delle loro fibre. Quelle longitudinali e trasversali si intrecciano in un tessuto che moltiplica la capacità di vibrare, e compatta il legno regalandogli resistenza meccanica. E' necessario però tagliare correttamente il tronco, al fine di non trasformare un miracolo della natura in un disastro umano.

1) Taglio radiale e tangenziale

Nell'immagine potete osservare i due modi di tagliare un tronco d'albero; radiale e tangenziale. Quello corretto è naturalmente radiale, in quanto consente di mantenere intatta la fibra trasversale. L'altro invece, quello tangenziale o "di testa", distrugge completamente i raggi midollari, riducendo molto la capacità di suonare del materiale, e indebolendo la struttura della tavola che essendo meno forte sarà più incline alle rotture.

                        

2) Taglio tavola da violino

Per quello che riguarda gli strumenti, dopo aver diviso il tronco a quarti, si procede a tagliare le tavole. Come vedete nell'immagine, il legno viene tagliato in modo trapezoidale, cercando di orientarlo verso il centro della pianta, quando l'artigiano costruirà lo strumento, taglierà a metà questo trapezio e vi costruirà il lato destro e quello sinistro dello strumento.

Non in tutti i piani armonici o i fondi si riesce a mantenere la fibra trasversale per tutta la sua lunghezza, ma comunque vista la larghezza se ne può conservare una buona parte, avendo una scarto di taglio accettabile.

Finchè si rimane nell'ambito dell'acero o dell'abete, le cose non sono facilissime, ma quando si passa al pernambuco diventano infernali!

                        

3) Taglio corretto della bacchetta

                        

4) Taglio errato della bacchetta

Se nell'acero e nell'abete, l'importanza di un buon taglio è notevole, nel pernambuco è assolutamente fondamentale. Se il taglio è eseguito come nella figura 3, i raggi midollari sono nella posizione ottimale, ma mentre negli strumenti l'aspetto più importante è l'incremento di trasmissione, e quindi di sonorità, negli archi è la meccanica ad essere interessata maggiormente. Se la bacchetta è tagliata come in figura 4, i raggi midollari diventeranno un punto di debolezza, invece che uno di forza, e sottoporranno l'arco che vi verrà costruito a gravi rischi di rottura.

                    

4) Taglio in tavolette

A rendere più difficile il taglio corretto del pernambuco contribuisce la forma stessa dell'arco. Mentre per i violini il taglio è più naturale, perchè eseguito a "spicchi", per  ottenere delle bacchette è obbligatorio tagliare il quarto in tavole. Ovviamente così facendo non è possibile rispettare sempre la giusta disposizione dei raggi midollari, che saranno posizionati, spesso in posizione non ottimale ma buona, molto spesso in posizione disastrosa, e una volta su diecimila assolutamente perfetti.

Questo il motivo dell'unicità dell'ultima uscita di casa Navea Vera & Sarri; la prima volta che abbiamo visto questa bacchetta, io e Daniel ci siamo quasi commossi!

A presto

Paolo.